Prepariamoci per la nostra avventura in spiaggia! Abbina gli oggetti alle idee giuste per imparare come tenere il mare sicuro e pulito.
Il cielo del mattino brillava di sfumature rosa e arancioni. Eli ed io decidemmo di andare in spiaggia. Le onde si infrangevano ritmicamente sulla riva e i gabbiani volavano in cerchio sopra di noi, richiamandosi a vicenda. L’aria sapeva di sale e di avventura.
Dissi, con la voce piena di entusiasmo: «Costruiremo il castello di sabbia più grande di tutti e sguazzeremo tra le onde!» Eli, appollaiata sulla mia spalla, annuì con entusiasmo. «Facciamo che questa sia la più bella giornata di mare di sempre!»
Mentre camminavamo lungo la riva, qualcosa ci fece fermare di colpo. Bottiglie di plastica, involucri e reti da pesca aggrovigliate erano sparse sulla sabbia. La spiaggia un tempo incontaminata sembrava una discarica. «Eli, guarda che disastro!» dissi, inorridito. Eli aggrottò la fronte, le ali abbassate. Disse: «La spiaggia dovrebbe essere bellissima, non coperta di rifiuti. È straziante.»
Proprio in quel momento, una figura familiare apparve, venendo verso di noi. Era il Professor Poki, uno scienziato stravagante noto per i suoi strani aggeggi e le sue idee imprevedibili. I suoi calzini spaiati spuntavano da sotto i sandali e i suoi capelli arruffati sembravano sfidare la gravità. Dal suo zaino strapieno cadevano aggeggi, snack e perfino una gallina di gomma mentre camminava.
Chiesi, indicando il disastro: «Professor Poki, cosa sta succedendo? Perché la spiaggia è coperta di rifiuti?» Il professore si aggiustò gli occhiali riparati con il nastro adesivo. «Ah, Riri ed Eli! Questo è il triste risultato di comportamenti sconsiderati. Alcune persone pensano che la spiaggia sia un gigantesco bidone della spazzatura! Ma questi rifiuti non sono solo brutti: sono pericolosi. Inquinano l’acqua, danneggiano la fauna selvatica e rovinano l’ecosistema.»
Mentre il Professor Poki spiegava, inciampò in una conchiglia nascosta e cadde lungo disteso sulla sabbia. Con nostro grande stupore, atterrò accanto a una piccola tartaruga marina impigliata in un sacchetto di plastica.
«Ma cos’è questo!» esclamò, frugando nel suo zaino. Per errore tirò fuori un lecca-lecca gigante, poi finalmente trovò un paio di forbici. Con attenzione, tagliò via la plastica. La tartaruga si allontanò nuotando lentamente, con movimenti deboli ma libera.
Eli disse, con la voce carica di preoccupazione: «Questo è un piccolo salvataggio, ma il resto della spiaggia?» Il Professor Poki annuì solennemente. «Hai ragione, Eli. Se la lasciamo così, altri animali soffriranno. Ma pulire questa spiaggia non sarà facile. È un’impresa enorme.»
Esitai: «Sembra impossibile. Come possiamo sistemare questo disastro solo noi tre?» Il volto del Professor Poki si illuminò di determinazione. «Con il lavoro di squadra e un po’ di creatività, possiamo cominciare a fare la differenza!»
Il Professor Poki frugò nel suo zaino, tirando fuori guanti, sacchi della spazzatura e perfino un dinosauro giocattolo che emise un ruggito fragoroso. «Ops, aggeggio sbagliato!» rise, gettandolo da parte. Ognuno di noi prese un sacco e si mise al lavoro. Mentre raccoglievamo i rifiuti, il Professor Poki ci teneva su il morale con canzoncine sciocche e battute. «Cosa ha detto la buccia di banana quando è scivolata? “È la mia grande occasione!”»
Trovammo bottiglie di plastica, reti aggrovigliate, incarti di caramelle e perfino una vecchia scarpa. Il professore fece finta che la scarpa fosse un telefono e disse: «Pronto, linea diretta della spiaggia pulita!» Le sue buffonate resero divertente il lavoro faticoso. Mentre lavoravamo, altri bagnanti se ne accorsero. Alcuni si unirono a noi, portando i propri sacchi e guanti. Lentamente, i cumuli di rifiuti sparirono, lasciando spazio a sabbia liscia e acqua scintillante.
Dopo ore di fatica, facemmo un passo indietro per ammirare il nostro lavoro. La spiaggia era di nuovo bellissima, il suo fascino naturale ritrovato. Mi voltai verso il Professor Poki e chiesi: «Perché è così importante tenere pulite le spiagge?»
Si grattò la testa, facendo cigolare i suoi capelli arruffati come gomma. «Riri, le spiagge pulite non sono solo belle. Sono sicure per gli animali e per le persone. I rifiuti nell’acqua possono avvelenare pesci e tartarughe. I sacchetti di plastica possono soffocare la vita marina. E nessuno vuole nuotare in mezzo alla spazzatura!»
Eli aggiunse: «Tenere pulita la spiaggia non è solo una cosa di oggi. Significa proteggere il futuro. Se ci prendiamo cura della natura, lei si prenderà cura di noi.» Annuii, pensando alla minuscola tartaruga che avevamo salvato. «Quindi ogni piccola azione conta. Se ognuno fa la sua parte, possiamo fare una grande differenza.»
Eli sorrise. «Ce l’abbiamo fatta, Riri! La spiaggia è pulita e abbiamo perfino salvato una tartaruga!» Il Professor Poki tenne in equilibrio un pallone da spiaggia sulla testa come un cappello. «Ricordate, ragazzi, una spiaggia pulita è una spiaggia felice! Raccogliete sempre i rifiuti e ricordate agli altri di fare lo stesso. Insieme, possiamo mantenere bello il pianeta.»
Vediamo cosa abbiamo imparato dalla nostra avventura in spiaggia! Scegli la risposta corretta per ogni domanda.